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Trucchi salva mamma
Sopravvivere ai capricci
"Fino a questo momento mio figlio è stato sempre bravo, buono, educato, ed ora invece fa i capricci per ogni cosa…" Questa è una frase che, prima o poi, tutte le mamme arrivano a pronunciare.
Con i primi capricci di nostro figlio iniziamo a porci il problema di cosa fare, come reagire, come comportarci: lasciarlo fare, prima o poi la smetterà; oppure porre dei limiti ed essere intransigenti sui limiti posti?
Premesso che, purtroppo o per fortuna, nessuno ci insegna a fare i genitori (quando il bimbo viene al mondo non vi è allegato il libretto delle “Istruzioni per l’uso”) seguendo attentamente la crescita di nostro figlio abbiamo la possibilità di verificare,e talvolta correggere, il metodo educativo che abbiamo adottato.
I capricci sono una fase della crescita ed ogni età ha il suo.
Fino al primo anno di età non si può parlare di vizi o capricci veri e propri. Se un bimbo così piccolo piange o strilla è per attirare la nostra attenzione, ci sta dicendo che ha fame, o ha il pannolino sporco o gli fa male il pancino, va quindi ascoltato.
Man mano che il bambino cresce ed inizia a sperimentare la propria individualità e la propria autonomia ecco che compaiono anche i capricci.
I capricci però non sono mai del tutto immotivati o fini a se stessi.
Molto spesso è questo il modo attraverso cui il bambino cerca di comunicarci qualcosa: ad esempio i capricci di un bambino quando gli nasce un fratellino sono un modo per dirci che si sente trascurato e ha bisogno di noi. Sta a noi imparare a leggere tra le righe, a capire nostro figlio, magari cercando di metterci nei suoi panni.
Capita sovente che i capricci diventino uno strumento con cui il bambino “sfida” noi adulti, ci vuole mettere alla prova, per capire fin dove può spingersi. Il bambino ha bisogno di rassicurazioni e di approvazione per poter diventare indipendente, ma al tempo stesso deve avere ben chiaro che esistono dei limiti che non vanno superati.
Bisogna stabilire regole ben precise, imparare a dire NO, cercando di dare sempre una motivazione del perché di una certa regola o di un no, e prevedere le conseguenze che ci saranno se le regole non vengono rispettate.
Una volta stabiliti limiti e regole, dobbiamo essere prima di tutto noi genitori a rispettarli, se vogliamo che vengano seguiti da nostro figlio. La coerenza diventa fondamentale. Non possiamo, per lo stesso atteggiamento, una volta rimproverare il bambino e la volta seguente no, oppure ancor peggio rimproverarlo e subito dopo correre a consolarlo e a coccolarlo. Anche se ci fa male averlo sgridato, dobbiamo rimanere coerenti con quanto stabilito altrimenti non saremo più credibili e il bambino non rispetterà più le nostre regole.
E se il bambino, nonostante le nostre regole continua a fare i capricci e a strepitare?Cerchiamo di non perdere la pazienza, rispieghiamo con sicurezza e fermezza le regole stabilite, ma soprattutto non cediamo: se si cede una volta, i capricci si ripresenteranno alla prima occasione. Se invece teniamo duro, piano piano diventeranno solo un ricordo.